Berlino che fatica

Contenti di essere arrivati nella nuova città, non sapete minimamente a cosa state per andare incontro, cosa vi troverete davanti. Situazioni che a casa, avreste potuto risolvere in meno di niente, qui vi renderanno stupidi e inetti come non vi sarete mai sentiti prima. In quanti hanno perso mattine intere in giro per uffici, alla posta e a fare la spesa al supermercato. Semplice vero? Non qui. Non dove non sapete parlare e soprattutto capire una parola di Tedesco. E anche se fate affidamento al vostro spirito di adattamento, mi dispiace tanto…Sarà molto dura.

Prima mossa. Al supermercato. Avete trovato casa, e di conseguenza avete bisogno di uscire per riempire il frigorifero. Arrivate al supermercato e a prima vista niente di strano, tutto regolare, wow,proprio come a casa. Non credo. Basta camminare per le corsie ed imbattersi nei nomi dei cibi in tedesco. Da impazzire, non riuscirete a capire quale possa essere l’acqua gassata o naturale, comprerete cose a caso, perché molto probabilmente le avrete scambiate per qualcos’altro, io stesso la prima volta comprai un prodotto chiamato Kaffe Weisser. Sembrava caffè solubile, ma in realtà era sbiancante per caffè, come descritto sull’etichetta. A cosa serve? Non ne ho idea so solo che giace ancora nella mia dispensa da quattro mesi. Però posso sempre dire di avere del Kaffee Weisser sempre a disposizione.

Richiedere il famigerato Anmeldung. Non è nient’altro che la registrazione di voi stessi e della vostra nuova residenza a Berlino. Vi recherete in qualche Rathaus (Sorta di comune del quartiere nel quale risiedete), prenderete il vostro numerino magico in attesa di essere chiamati all’interno dell’ufficio predisposto. Già per capire come funziona ci metterete un po’, perché chiederete sicuramente  informazioni, ma i simpatici impiegati, qualche volta leggermente anzianotti vi risponderanno gentilmente, ma sempre ed ovviamente in tedesco. Quindi annuite, prendete il numero ed aspettate, qualcosa succederà. Il vostro turno arriva, entrate in ufficio. Se siete fortunati avrete a che fare con splendide e disponibili persone che parlano anche l’inglese, se invece purtroppo non avrete tal fortuna, siete da capo. Un po’ come accade nel gioco dell’oca. Dovrete ancora una volta frugare nel vostro bagaglio della gestualità e della mimica, tornare al livello di Homo Erectus, e da veri Italiani farvi intendere, almeno in questo siamo i migliori, non potete sbagliare. 

Terzo. Quando vi troverete a qualsiasi cassa per pagare, che sia al supermercato, in uno Spaetkauf o al tabacchino, vi posso assicurare che non capirete mai quanto dovete pagare. Per chi ha poca praticità col Tedesco sa benissimo che i numeri sono un po’ fastidiosi da comprendere in un primo momento. Ma non per questo dovete abbattervi. Non fatevi trovare impreparati, andate sempre con una somma superiore a quella necessaria, così non avrete bisogno di quelle tre ore par capire quanto vi viene chiesto. Non appena sentite sbarbottare il prezzo, fate un bel sorriso, facendo vedere che avete capito, prendete i vostri mille euro dalla borsa e pagate per i vostri due o tre euro di tabacco, o qualsiasi altra cosa. Riuscirete a mimetizzarvi molto bene.

Ultimo. Quando andate per locali o ristoranti, cercate di non fare troppo i fighi  tentando di ordinare in tedesco. Perché molto spesso, vi verranno fatte domande del quale non capirete nulla, se non  2 due parole al massimo. Potrete forse cavarvela con un semplice “wie Bitte?”, provando a captare nuovamente qualcosa, ma posso assicurare che per i primi periodi non funzionerà, e vi ritroverete a sfoderare l’inglese d’emergenza, suscitando in colui che sta parlando con voi un senso di “pensa te questo poveraccio, ci ha provato”, magari non è un problema, ma state certi che vi sentirete presi per il culo.

Il consiglio che voglio dare è molto semplice. Tempo al tempo, presto le cose arrivano, e riuscirete a non sentirvi più stupidi e fuori luogo. Nel frattempo un po’ di Tedesco studiatelo, che non fa mai male. Se poi proprio non volete, poco importa. Buona fortuna.

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