La Berlino troppo “alternativa”

Vivendo ormai a Berlino da qualche mese, ho avuto l’occasione di spulciarla e analizzarla dal punto di vista strettamente sociale. E’ forse uno dei posti migliori al mondo per vedere come la società si evolve, come cambia forma e cosa diventa. La sua storia è stata da una parte un peso, una catena che l’ha tenuta intrappolata anni, ma con la caduta del muro, tutto ciò che era stato contenuto in termini culturali, è finalmente esploso, invadendo ogni angolo della città.

E’ molto difficile poter fare una stima esatta di quante siano le “culture” a Berlino, ma ciò che sappiamo per certo, è che ogni giorno qualcosa di nuovo nasce, e si fa spazio come l’acqua nelle piccole fessure del terreno, per arrivare in un punto ben preciso e rimanerci. Nel modo di parlare, comportarsi, interagire, credere e pensare. Nessun ambito è risparmiato. Tutto viene e verrà intaccato. Nel bene e nel male. Ciò su cui voglio porre l’attenzione però, è sul fatto che molto spesso determinate culture o stili di vita, vengano portati all’eccesso, rendendo tutto ciò che ci sarà in seguito ridicolo o semplicemente non necessario.

Intendo, come viene definito oggi, l’essere alternativo. Partendo dalla base, il gioco è fatto, alternativo è colui che dirige le proprie scelte o il proprio pensiero, in direzione opposta o differente, a ciò che sceglie la maggioranza o massa. Ok, perfetto. Da oggi sono alternativo perché fa figo! Non credo proprio che funzioni così. Il modo di pensare, di dissociarsi, di deviare nel senso positivo del termine, non è una scelta, ma bensì un percorso interiore strettamente personale che arriva a compimento dopo un tempo decisamente più lungo di qualche giorno. Ed è proprio qui il mio dissenso. Quanti alternativi ci sono a Berlino? Cavolo, siamo veramente circondati da persone così mature e profonde? Non credo. Non ho dati statistici alla mano, ma credo che non servano. Sono convinto al 100% che forse nemmeno la metà degli “alternativi” siano veramente alternativi. E’ una moda, rende interessanti, sono troppi! Sono caricature! Potrebbero godersi la città in maniera del tutto normale, rimanendo ciò che sono. Invece no, se non sei alternativo qui, non sei nessuno! E’ difficile resistere ad una birra sdraiato per terra a Warschauerstrasse, come fanno tutti, o partecipare ad una manifestazione omosessuale a Kreuzberg, anche se effettivamente non sanno cosa sta accadendo.

E’ a mio avviso, un insulto o meglio una presa in giro, a chi lo stile di vita alternativo lo ha scelto da anni e non per moda. A chi sta bene con se stesso e con le proprie scelte, a chi ha deciso di seguire questa strada. Potrei sembrare cattivo, ma non sono le mie intenzioni. Vi prego, rimanete ciò che siete, Berlino non ha bisogno di voi, grazie.

 

6 thoughts on “La Berlino troppo “alternativa”

  1. Forse a certi sembrerà strano, ma uno dei luoghi meno alternativi, benché si sforzi di apparire tale è il Tacheles. A Berlino ho imparato che ciò che veramente si discosta dalla norma è ciò di cui non c’è traccia in nessuna guida ed è magari spostato verso una periferia poco frequentata.

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