Il coinquilino di merda

OGNI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI E’ PURAMENTE CASUALE, FORSE NO.

La prima volta che ci siamo visti, è successo su Skype. Tutto sommato era andata molto bene. Io come sempre, cordiale, forse un po’ preoccupato di quello che poteva pensare vedendomi dall’altra parte del computer. Lui, gentile sorridente e molto disponibile. Sembrava già una storia a lieto fine, invece no. Proprio il giorno che arrivai a Berlino, lui non era in città. Ma si preoccupò talmente tanto, che ad accogliermi aveva incaricato suo padre. Proprio come il figlio, aveva una faccia sorridente e molto rassicurante. Non appena rimasi solo, notai che per tutta la casa aveva attaccato post-it, come per voler segnalare quello che era diventato “mio”. Posto per le scarpe, per cappotti, scaffali in bagno e perfino dentro al frigo, tutto, non aveva dimenticato niente. Trovai anche una lettera di benvenuto, con tanto di saluti e ringraziamenti in italiano. Ovviamente l’Italiano era quello di Google translate, bentornato amico mio! Ma se sono appena arrivato! Poco importa, conta il pensiero.

Dopo non molti giorni, tornò dalla sua vacanza. Sembrava proprio come l’avevo viste come l’avevo immaginato. Parlava di grande famiglia, divisione dei compiti in casa, pulizie e molto altro. Un tipo preciso e serio, così pensai. Ma non sapevo quanto mi stessi sbagliando. Il primo mese filò liscio senza intoppi, ma da lì in poi tutto cambiò. Il coinquilino diventò una vera merda! Decise di non pulire più, se non su dirette richiesta, la casa sembra una stalla potresti pulire? Ogni mattina sincronizza la sua sveglia con la tua, si alza dieci secondi prima di te e appende alla porta del bagno la sbarra per fare gli esercizi, impedendoti di svuotare la vescica. Quando giunge il tuo turno, ovviamente si piazza dietro alla porta, e appena inizi a sforzare sulla tazza, comincia a bussare, perché chissà cosa ha dimenticato dentro. Torna dalla sua corsa mattutina, entra in bagno si toglie i vestiti sudati, e li appende allo stendino del bagno. Puzzano d’ oltretomba, ma lui se ne sbatte, e rimangono lì appesi per settimane intere, senza mai lavarli.

Il cestino. Col cazzo che lo svuota, anzi morto, anzi prigioniero, anzi esiliato. Comincia ad accumulare i vari rifiuti accanto. Plastica su plastica, cartoni del latte e vasetti di vetro. La cucina in meno di venti minuti diventa una ricicleria, almeno la plastica non puzza, ma merda! I piatti lavati non vengono riposti negli armadi, ma scherzi, mi vuoi umiliare con simil mansione? Rimangono nello scolapiatti per giorni. Chiaramente non se ne accorge mai, ed ogni volta che pranza prende piatti dalla dispensa, fino a che quest’ultima si svuota. Mangia le cose dal tuo frigo, e tiene ben nascoste le sue, e non ti offre mai nulla, anche se tu in precedenza avevi condiviso con lui molti dei tuoi cibi. Super tirchio, entra in camera tua quando non ci sei e stacca i termosifoni, in modo che quando rientri, camera tua è diventato un igloo con tanto di pinguino ed Eschimese. Rompe i coglioni quando decidi di invitare più di una persona, ma abilmente, la settimana successiva, si presenta in casa col gruppo vacanze amici del globo. Sei o sette persone, e non si fa scrupoli a chiederti se ne puoi accogliere un paio in camera tua. Ti arrangi, allestisci pure il campo profughi in camera tua!

Vieni continuamente rimproverato quando fai la lavatrice senza avvertirlo, perché giustamente non si sa mai, potrebbe avere qualcosa da lavare anche lui in modo da farla insieme. Fruga nelle sue cose sporche, sfoggia un paio di mutande e un calzetto. Mantieni la calma. Morirà asfissiato dalla puzza di morto che aleggia in camera sua.

Davanti a tutto questo, che fare. Ogni mattina prendi un bel respiro, pensi positivo e speri che la giornata possa portare tante soddisfazioni. Perché se aspetti che arrivino dal coinquilino di merda, sei fregato. 

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